Scritto più di 2 Anni fa..
Chissà perché si è portati a pensare che il secondo figlio nasca
prima.. beh, nel mio caso un po’ ci speravo visto che, dopo
l’amniocentesi (ad ottobre) mi sono venute le contrazioni (e raccorciato
il collo dell’utero) ed ho dovuto prendere la Vasosuprina fino a
marzo..
Sembrava dovesse schizzare fuori appena smessa, ed invece sono
arrivata a 40+6.
Ovviamente non mi sono fatta mancare niente: sciatica,
pubalgia e chi più ne ha più ne metta.
Di conseguenza, giunto il
termine, abbiamo messo in atto tutte le manovre di sfratto possibili
immaginabili.. con non poche problematiche, ma alla fine ha funzionato
ballare con la WII!!!
Anche se ancora non ho capito se a farmi venire le
contrazioni sono stati i miei passi di danza o quelli di Shiro..
Insomma, giochiamo tutta la sera (il gioco era usato e andava provato
subito per la garanzia!) e la notte, alle 2.00 iniziano le contrazioni!
2.10-2.20-2.25-2.30-2.35-2.45.. non regolarissime, ma considerato che
occorre far venire la suocera per stare con Cucciolo Speciale, sveglio
Shiro.
Aspettiamo ancora un paio di contrazioni (tanto per essere
sicuri..) e poi la chiamiamo.
Lei arriva come un fulmine, ci prepariamo,
valigia e via!
Arriviamo in ospedale che sono circa le 4.00.. ma ci
sono 2 parti in contemporanea e mi chiedono di aspettare un momento..
che dura 45 minuti.
Seduta con le contrazioni su una sedia di plastica
mando Shiro a chiamare qualcuno.. non tanto per la scomodità o il
dolore, quanto perché non vorrei che, anche questa volta, passasse il
tempo “giusto” per fare l’epidurale!
Un altro parto come il primo non lo
posso fare.. no no no.
Finalmente arriva un ginecologo: mi visita e mi
ricovera.. sono ufficialmente in travaglio e chiedo subito l’anestesia.
Non ci sono posti letto, e mi mettono temporaneamente in una sala parto
“d’emergenza”.
Arriva anche l’anestesista, ma insieme a lui un’altra
ragazza che deve partorire!
Siamo in 4.. lui non sa più dove andare, le
ostetriche corrono da una sala parto all’altra mentre l’ultima ragazza
arrivata partorisce in un lampo.. ancora un po’ e lo perde in corridoio!
Poi piano piano si ritorna alla calma: riesco ad avere la mia tanto
desiderata epidurale, le altre sale parto si svuotano (rimango solo io..
alla faccia del medico che all’ultimo monitoraggio mi ha consigliato di
andare in ospedale prima che le contrazioni diventassero regolari
perché, secondo lui, avrei fatto prestissimo!) e mi trasferiscono nella
sala parto ufficiale!
Sono le 6.00.
Sto benissimo (a parte un calo di
pressione subito dopo la puntura) e ci mettiamo a chiacchierare con
l’ostetrica di turno.. colei che farà nascere il mio bambino.
Le
racconto di quanto sia stato duro il primo parto.. di come la fase
espulsiva, durata più di 2 ore, mi abbia letteralmente ucciso: le dico
che non riuscivo a spingere abbastanza a lungo e con forza.. che la
“voglia di spingere” di cui tutte parlano io non l’ho mai sentita..
E
lei mi dice che forse non ero io a sbagliare.. ma che probabilmente mi
avevano fatto cominciare la fase espulsiva troppo presto, quindi
aspettiamo.
Intanto chiama la mia ginecologa per dirle che sono lì ed
anche lei le rimarca quanto io sia spaventata dal parto.
Alle 9.00
decidiamo insieme di rompere le acque.
Arriva l’anestesista a farmi un
rabbocchino (sant’uomo) ma le contrazioni le sento benissimo.
Non è che
siano propriamente dolorose ma è come essere dentro una morsa che ti
stritola il ventre.
Avrei voglia, non tanto di gridare, quanto di
picchiare qualcuno.. ma lì c’è solo Shiro e non è molto d’accordo.
Guardo il grafico e, mentre l’anestesista ci intrattiene con le sue
vicissitudini, vedo i picchi di contrazione uno via l’altro.. penso che
senza anestesia sarei probabilmente morta.. sebbene sia chiaro, lo star
bene è decisamente un’altra cosa..
Le contrazioni si fanno velocemente
più intense ed ora sì, devo proprio spingere!
Avverto l’ostetrica che
quindi inizia a prepararsi.
Mi passa accanto, mi guarda e dice: “Sì ora
ci siamo! Aspetta!” ma io non posso aspettare, spingo e penso che devo
farlo con tutta la forza che ho (finché ne ho) e sento uscire subito la
testa.
Altra spinta ed è fuori.. l’hanno praticamente preso al volo.. 2
punti.. giusto perché il piccoletto (di kg 3.880 x cm 53) ha deciso di
uscire con la manina appoggiata alla guancia.
Passano pochissimi secondi
e lo sento piangere.. io piango, guardo Shiro, mi prende la mano..
piangiamo insieme.
Gli chiedono se vuole tagliare il cordone ma lui è
più fuori di me.. menomale che almeno io (grazie all’anestesia) sono
lucida!
Me lo appoggiano pelle contro pelle sul petto e sulla pancia ed
ecco, questa è la felicità pura.. continuo a piangere.. mentre, insieme
al suo papà, gli accarezzo la testa, le manine.. e lui si arrampica su
di me..
Sono le 10.00 del mattino e, come il suo fratellino, Spruzzetto ha deciso di venire al mondo in una bellissima giornata di sole
del mese di Aprile.
Oggi si è compiuto il nostro secondo
miracolo: un dono dal cielo.. nelle nostre braccia.
Ora la mia Famiglia è
completa.
Mila Shiro Cucciolo Speciale.. e Spruzzo di Sole.
Al mattino apro gli occhi.. vi vedo.. e mi sento la persona più felice del mondo
lunedì 15 ottobre 2012
Il mio primo Miracolo.. Cucciolo Speciale
Scritto più di 5 Anni fa..
La mia gravidanza è stata un po’ faticosa: ho dovuto lavorare fino all’ultimo, e, anche per questo motivo, ho avuto più episodi di contrazioni: accentuati al 4° e all’8° mese vivendo con la paura e l’ansia costante che il mio piccolo potesse nascere prima del tempo.. ed ora sono qui a 40+3 e il mio piccino non vuol saperne di uscire dalla sua mamma e di vedere la luce del sole di Aprile che in questi giorni è calda e limpida e aspetta solo lui.
Ho già fatto due monitoraggi l’ultimo dei quali sabato mattina in cui “va tutto bene” ma nulla sembra presagire un parto imminente.
Passo una giornata come tante negli ultimi giorni: qualche dolorino, spossatezza, fiatone.. le proviamo tutte: cibo piccante, cibo cinese, “coccole”.. ma tutto sembra normale.
Andiamo a dormire.
Nel sonno sento una contrazione: tutto normale, come ogni notte.. ma poco dopo un’altra.. poi un’altra ancora, allora mi sveglio: è l’1.25 ed è iniziato il mio travaglio.
Le cronometro: sono una ogni 10 minuti e durano all’incirca 30 secondi ma quando è l’1.45 si fanno più lunghe e sono già distanziate 5 minuti l’una dall’altra.
Alle 2 decido di svegliare Shiro per non fargli prendere un coccolone all’ultimo minuto.
Gli dò qualche bacio e lui nel sonno mi accarezza la mano.. decido allora di svegliarlo un po’ più energicamente: “Credo proprio che ci siamo.. E’ ora di andare all’ospedale”.
Facciamo tutto con calma: mi dò una lavata, chiudiamo la valigia, inforchiamo macchina fotografica, videocamera e via.
Arriviamo all’ospedale in una decina di minuti, al Pronto Soccorso l’accettazione è chiusa e ci dicono di andare direttamente in reparto.
Arriviamo su e un’infermiera mi chiede cosa succede. “Credo di essere in travaglio” rispondo io e lei: “Impossibile, lei è troppo sorridente per essere in travaglio, comunque visto che è qui facciamo un monitoraggio” (ora ditemi voi.. posso sorridere visto che sono nel 10° mese di gravidanza e non vedo l’ora di abbracciare mio figlio???).
Durante il monitoraggio ci sono picchi ad ogni contrazione ma poi il mio piccolo (che non sta fermo un attimo) si muove e sposta la sonda.. contrazioni rilevate: zero.
Torna l’infermiera e mi dice: “Vede? Non le ha più le contrazioni vero?” ed io le rispondo che le ho ogni 4 minuti circa e Shiro tenta di spiegarle che la macchina dava errore perché la sonda si era spostata, a quel punto, pur molto scettica, mi dice che potrò essere visitata e che da lì si capirà se veramente sono in travaglio.
A quel punto prendo in seria considerazione l’ipotesi di cambiare ospedale nel caso mi rimandassero a casa.. ma finalmente, dopo un’ora di monitoraggio mi visitano.. il tutto dolorosissimo ma ho una dilatazione di 3cm quindi è ufficiale: sono in travaglio.
Mi assegnano una camera dove trovo due compagne del corso pre-parto che allattano i loro piccoli.. non posso credere che fra poco anch’io avrò il mio bambino tra le braccia.. entriamo subito in sala travaglio: sono le 4 del mattino.
L’ostetrica che mi assiste, è giovane e molto simpatica, e ogni volta che entra in sala mi fa i complimenti per come reggo bene il dolore ed io (coraggiosissima..) aspetto sempre che mi dica che è arrivato il momento di fare l’epidurale, ma questo non arriva mai.
Le contrazioni sono molto forti ma io ho vicino il mio Shiro ed ogni volta che il dolore sale gli stringo la mano e mi appoggio a lui.. vorrei che dormisse un pochino ma so che per lui è impossibile.
Averlo vicino è meraviglioso..
Sono le 7 e c’è il cambio turno mentre dalla sala parto affianco alla mia provengono urla terrificanti.. tra poco toccherà a me..
La nuova ostetrica è un po’ più anziana ma molto carina, mi visita: mi dice che il decorso del mio travaglio è “normale”: né veloce né lento ma le acque non si rompono.
Aspettiamo fino alle 9 e poi me le rompe lei per dare il via alla fase espulsiva.
Le contrazioni si fanno sempre più ravvicinate e dolorose, mi dicono di respirare per ossigenare il bambino ma io non ce la faccio, mi fanno male gli occhi da tanto che li stringo.
Shiro è sempre vicino a me, mi tiene una pezza bagnata sulla fronte, ad ogni contrazione mi dà un bacio..
Alle 10.00 cominciamo a spingere ma la testa non riesce a passare, l’ostetrica mi incita e cerca di aiutarmi in tutti i modi (facendomi un male tremendo) ma io non riesco a spingere abbastanza a lungo perché la testa possa uscire.
Sono le 11.30 ed io mi sento esausta, penso di non farcela più.
Le contrazioni sono vicinissime e dolorosissime ma io non ho più la forza di spingere.. penso che il mio piccino sta soffrendo incastrato “là sotto” ma non ho la forza..
Tengo gli occhi chiusi da un’eternità ma sento Shiro che mi parla piano vicino e mi incoraggia, un’infermiera mi accarezza la testa e mi dice che presto vedrò il mio bimbo..
Arriva l’ennesima contrazione allora spingo con tutta la forza rimasta ma questa passa velocemente.
Non posso sopportare l’idea di aspettarne un’altra ancora.. e poi ancora.. allora continuo a spingere.
Mi dicono di riposarmi tra una contrazione e l’altra ma io continuo a spingere, non posso pensare di andare oltre.
A quel punto sento un bruciore fortissimo e il taglio dell’episiotomia, capisco che il mio bambino sta per venire al mondo e lo sento sgusciare fuori da me.
Passano pochi secondi che sembrano un’eternità in cui sento l’ostetrica dire:”Dai Cucciolo fatti sentire!” e subito dopo il suo pianto.. a quel punto aggiunge: “Ora capisco perché non usciva!” Cucciolo pesa 3.970 gr. ed è lungo 53,5 cm con una bella testolina di 35 cm.
Me lo mettono sulla pancia: strilla ed è tutto blu e gelatinoso ma è la cosa più bella che abbia mai visto.
Shiro mi prende la mano, ci guardiamo.. stiamo piangendo tutti e due.. non so se ci sarei mai riuscita senza di lui.
Lui che aveva paura di impressionarsi e non sapeva se avrebbe retto alla vista di un po’ di sangue è rimasto lì tutto il tempo vivendo con me ogni singola contrazione e spinta.. poi ha visto nascere suo figlio.. oggi, in una bella giornata di sole di Aprile, si è compiuto il nostro miracolo.
Mila, Shiro e Cucciolo Speciale.. la mia meravigliosa Famiglia.
Ogni bambino che nasce è la dimostrazione che Dio non ha perso fiducia negli uomini.
La mia gravidanza è stata un po’ faticosa: ho dovuto lavorare fino all’ultimo, e, anche per questo motivo, ho avuto più episodi di contrazioni: accentuati al 4° e all’8° mese vivendo con la paura e l’ansia costante che il mio piccolo potesse nascere prima del tempo.. ed ora sono qui a 40+3 e il mio piccino non vuol saperne di uscire dalla sua mamma e di vedere la luce del sole di Aprile che in questi giorni è calda e limpida e aspetta solo lui.
Ho già fatto due monitoraggi l’ultimo dei quali sabato mattina in cui “va tutto bene” ma nulla sembra presagire un parto imminente.
Passo una giornata come tante negli ultimi giorni: qualche dolorino, spossatezza, fiatone.. le proviamo tutte: cibo piccante, cibo cinese, “coccole”.. ma tutto sembra normale.
Andiamo a dormire.
Nel sonno sento una contrazione: tutto normale, come ogni notte.. ma poco dopo un’altra.. poi un’altra ancora, allora mi sveglio: è l’1.25 ed è iniziato il mio travaglio.
Le cronometro: sono una ogni 10 minuti e durano all’incirca 30 secondi ma quando è l’1.45 si fanno più lunghe e sono già distanziate 5 minuti l’una dall’altra.
Alle 2 decido di svegliare Shiro per non fargli prendere un coccolone all’ultimo minuto.
Gli dò qualche bacio e lui nel sonno mi accarezza la mano.. decido allora di svegliarlo un po’ più energicamente: “Credo proprio che ci siamo.. E’ ora di andare all’ospedale”.
Facciamo tutto con calma: mi dò una lavata, chiudiamo la valigia, inforchiamo macchina fotografica, videocamera e via.
Arriviamo all’ospedale in una decina di minuti, al Pronto Soccorso l’accettazione è chiusa e ci dicono di andare direttamente in reparto.
Arriviamo su e un’infermiera mi chiede cosa succede. “Credo di essere in travaglio” rispondo io e lei: “Impossibile, lei è troppo sorridente per essere in travaglio, comunque visto che è qui facciamo un monitoraggio” (ora ditemi voi.. posso sorridere visto che sono nel 10° mese di gravidanza e non vedo l’ora di abbracciare mio figlio???).
Durante il monitoraggio ci sono picchi ad ogni contrazione ma poi il mio piccolo (che non sta fermo un attimo) si muove e sposta la sonda.. contrazioni rilevate: zero.
Torna l’infermiera e mi dice: “Vede? Non le ha più le contrazioni vero?” ed io le rispondo che le ho ogni 4 minuti circa e Shiro tenta di spiegarle che la macchina dava errore perché la sonda si era spostata, a quel punto, pur molto scettica, mi dice che potrò essere visitata e che da lì si capirà se veramente sono in travaglio.
A quel punto prendo in seria considerazione l’ipotesi di cambiare ospedale nel caso mi rimandassero a casa.. ma finalmente, dopo un’ora di monitoraggio mi visitano.. il tutto dolorosissimo ma ho una dilatazione di 3cm quindi è ufficiale: sono in travaglio.
Mi assegnano una camera dove trovo due compagne del corso pre-parto che allattano i loro piccoli.. non posso credere che fra poco anch’io avrò il mio bambino tra le braccia.. entriamo subito in sala travaglio: sono le 4 del mattino.
L’ostetrica che mi assiste, è giovane e molto simpatica, e ogni volta che entra in sala mi fa i complimenti per come reggo bene il dolore ed io (coraggiosissima..) aspetto sempre che mi dica che è arrivato il momento di fare l’epidurale, ma questo non arriva mai.
Le contrazioni sono molto forti ma io ho vicino il mio Shiro ed ogni volta che il dolore sale gli stringo la mano e mi appoggio a lui.. vorrei che dormisse un pochino ma so che per lui è impossibile.
Averlo vicino è meraviglioso..
Sono le 7 e c’è il cambio turno mentre dalla sala parto affianco alla mia provengono urla terrificanti.. tra poco toccherà a me..
La nuova ostetrica è un po’ più anziana ma molto carina, mi visita: mi dice che il decorso del mio travaglio è “normale”: né veloce né lento ma le acque non si rompono.
Aspettiamo fino alle 9 e poi me le rompe lei per dare il via alla fase espulsiva.
Le contrazioni si fanno sempre più ravvicinate e dolorose, mi dicono di respirare per ossigenare il bambino ma io non ce la faccio, mi fanno male gli occhi da tanto che li stringo.
Shiro è sempre vicino a me, mi tiene una pezza bagnata sulla fronte, ad ogni contrazione mi dà un bacio..
Alle 10.00 cominciamo a spingere ma la testa non riesce a passare, l’ostetrica mi incita e cerca di aiutarmi in tutti i modi (facendomi un male tremendo) ma io non riesco a spingere abbastanza a lungo perché la testa possa uscire.
Sono le 11.30 ed io mi sento esausta, penso di non farcela più.
Le contrazioni sono vicinissime e dolorosissime ma io non ho più la forza di spingere.. penso che il mio piccino sta soffrendo incastrato “là sotto” ma non ho la forza..
Tengo gli occhi chiusi da un’eternità ma sento Shiro che mi parla piano vicino e mi incoraggia, un’infermiera mi accarezza la testa e mi dice che presto vedrò il mio bimbo..
Arriva l’ennesima contrazione allora spingo con tutta la forza rimasta ma questa passa velocemente.
Non posso sopportare l’idea di aspettarne un’altra ancora.. e poi ancora.. allora continuo a spingere.
Mi dicono di riposarmi tra una contrazione e l’altra ma io continuo a spingere, non posso pensare di andare oltre.
A quel punto sento un bruciore fortissimo e il taglio dell’episiotomia, capisco che il mio bambino sta per venire al mondo e lo sento sgusciare fuori da me.
Passano pochi secondi che sembrano un’eternità in cui sento l’ostetrica dire:”Dai Cucciolo fatti sentire!” e subito dopo il suo pianto.. a quel punto aggiunge: “Ora capisco perché non usciva!” Cucciolo pesa 3.970 gr. ed è lungo 53,5 cm con una bella testolina di 35 cm.
Me lo mettono sulla pancia: strilla ed è tutto blu e gelatinoso ma è la cosa più bella che abbia mai visto.
Shiro mi prende la mano, ci guardiamo.. stiamo piangendo tutti e due.. non so se ci sarei mai riuscita senza di lui.
Lui che aveva paura di impressionarsi e non sapeva se avrebbe retto alla vista di un po’ di sangue è rimasto lì tutto il tempo vivendo con me ogni singola contrazione e spinta.. poi ha visto nascere suo figlio.. oggi, in una bella giornata di sole di Aprile, si è compiuto il nostro miracolo.
Mila, Shiro e Cucciolo Speciale.. la mia meravigliosa Famiglia.
Ogni bambino che nasce è la dimostrazione che Dio non ha perso fiducia negli uomini.
venerdì 5 ottobre 2012
Summertime... and the livin' is easy
E' già passata da un po'.. ma io continuo a desiderarla.
Quella passata è stata un'estate stupenda.
Per noi.
Un'estate davvero speciale per la mia Famiglia: fatta di svolte e cambiamenti, di progressi e di rinascite, di tentativi, di insuccessi e di perseveranza.
Sono passati solo 3 mesi, ma da Giugno ad oggi mi sembra un'altra Vita.
Una Vita fa.
Mi sembra impossibile che in così poco tempo siano cambiate così tante cose.
Eppure è successo.
Ed io continuo a chiedermi: "SE.."
SE avessimo scelto luoghi, date e persone diverse.
SE non avessimo aperto il Cuore alle persone giuste che hanno saputo aiutarci.
SE avessimo scelto le vie più facili a scapito di quelle meno battute ed impervie.
SE non avessimo assecondato desideri altrui.
SE avessimo dato importanza alle cose necessarie ma (davvero) meno importanti.
SE fossimo riusciti a realizzare qualche desiderio in più.
SE..
Sarebbe bastata una singola scelta, un piccolo cambio di programma o una decisione non presa a cambiare tutto?
La risposta non la so, non la saprò mai.
Ma so che per uno strano caso il Destino che ha fatto sì che alcune cose AVVENISSERO ed altre no, e così la nostra Vita si è modificata.
Cose che lì per lì mi sembravano "drammi" probabilmente erano solo il mezzo per arrivare a dove siamo ora.
Con fatica certo, tanta fatica.
E rabbia.
E frustrazione.
Ma è andata così ed ora non posso che gioirne.. sperando che quella magia che ha reso così speciale la nostra Estate 2012 continui ad assisterci.
Quella passata è stata un'estate stupenda.
Per noi.
Un'estate davvero speciale per la mia Famiglia: fatta di svolte e cambiamenti, di progressi e di rinascite, di tentativi, di insuccessi e di perseveranza.
Sono passati solo 3 mesi, ma da Giugno ad oggi mi sembra un'altra Vita.
Una Vita fa.
Mi sembra impossibile che in così poco tempo siano cambiate così tante cose.
Eppure è successo.
Ed io continuo a chiedermi: "SE.."
SE avessimo scelto luoghi, date e persone diverse.
SE non avessimo aperto il Cuore alle persone giuste che hanno saputo aiutarci.
SE avessimo scelto le vie più facili a scapito di quelle meno battute ed impervie.
SE non avessimo assecondato desideri altrui.
SE avessimo dato importanza alle cose necessarie ma (davvero) meno importanti.
SE fossimo riusciti a realizzare qualche desiderio in più.
SE..
Sarebbe bastata una singola scelta, un piccolo cambio di programma o una decisione non presa a cambiare tutto?
La risposta non la so, non la saprò mai.
Ma so che per uno strano caso il Destino che ha fatto sì che alcune cose AVVENISSERO ed altre no, e così la nostra Vita si è modificata.
Cose che lì per lì mi sembravano "drammi" probabilmente erano solo il mezzo per arrivare a dove siamo ora.
Con fatica certo, tanta fatica.
E rabbia.
E frustrazione.
Ma è andata così ed ora non posso che gioirne.. sperando che quella magia che ha reso così speciale la nostra Estate 2012 continui ad assisterci.
lunedì 1 ottobre 2012
L'Isola delle Mamme
Trovata su FB:
Sei uomini sposati saranno bloccati su un'isola con una macchina e due bambini ciascuno per 6 settimane.
Ogni bambino farà due sport e frequenterà lezioni di musica o danza.
Non è disponibile il fast food.
Ogni uomo deve occuparsi dei suoi figli, avere la casa pulita, aiutare i bambini con i compiti ed i lavoretti della scuola.
Cucinare, lavare e pagare un elenco delle fatture (false), con una quantità di soldi insufficiente.
Deve inoltre assicurarsi di avere il denaro per i pasti di ogni settimana.
Ogni uomo deve ricordare i compleanni di tutti gli amici e famiglia e chiamare anche il giorno giusto per fare gli auguri.
Inoltre, deve portare ogni bambino a una visita dal medico, dal dentista e dal parrucchiere per un taglio di capelli.
Deve anche preparare tramezzini, panini e torte per la festa di compleanno.
Deve cucire un costume di fiore o di frutta per ogni bambino.
Ogni uomo è responsabile della decorazione della casa, di mettere un vaso con i fiori e tenere in ordine tutto in ogni momento.
I partecipanti hanno accesso alla televisione solo quando i bambini dormono e tutti i lavori sono fatti; anche allora, è possibile che il telecomando sia controllato da qualcun altro.
Gli uomini devono radersi le gambe, truccarsi ogni giorno, ornarsi con i gioielli, indossare scarpe scomode, ma eleganti, tenere le unghie dipinte e le sopracciglia perfettamente depilate.
Durante una delle sei settimane, gli uomini soffriranno di crampi addominali e mal di schiena, e inspiegabili cambi di umore, ma non potranno lamentarsi o rallentare la loro attività.
Essi devono partecipare alle riunioni della scuola e del condominio e trovare il tempo almeno una volta alla settimana per andare un pomeriggio al parco.
Sei uomini sposati saranno bloccati su un'isola con una macchina e due bambini ciascuno per 6 settimane.
Ogni bambino farà due sport e frequenterà lezioni di musica o danza.
Non è disponibile il fast food.
Ogni uomo deve occuparsi dei suoi figli, avere la casa pulita, aiutare i bambini con i compiti ed i lavoretti della scuola.
Cucinare, lavare e pagare un elenco delle fatture (false), con una quantità di soldi insufficiente.
Deve inoltre assicurarsi di avere il denaro per i pasti di ogni settimana.
Ogni uomo deve ricordare i compleanni di tutti gli amici e famiglia e chiamare anche il giorno giusto per fare gli auguri.
Inoltre, deve portare ogni bambino a una visita dal medico, dal dentista e dal parrucchiere per un taglio di capelli.
Deve anche preparare tramezzini, panini e torte per la festa di compleanno.
Deve cucire un costume di fiore o di frutta per ogni bambino.
Ogni uomo è responsabile della decorazione della casa, di mettere un vaso con i fiori e tenere in ordine tutto in ogni momento.
I partecipanti hanno accesso alla televisione solo quando i bambini dormono e tutti i lavori sono fatti; anche allora, è possibile che il telecomando sia controllato da qualcun altro.
Gli uomini devono radersi le gambe, truccarsi ogni giorno, ornarsi con i gioielli, indossare scarpe scomode, ma eleganti, tenere le unghie dipinte e le sopracciglia perfettamente depilate.
Durante una delle sei settimane, gli uomini soffriranno di crampi addominali e mal di schiena, e inspiegabili cambi di umore, ma non potranno lamentarsi o rallentare la loro attività.
Essi devono partecipare alle riunioni della scuola e del condominio e trovare il tempo almeno una volta alla settimana per andare un pomeriggio al parco.
Devono leggere un
libro ai bambini ogni sera e la mattina preparare la colazione,
vestirli, ricordargli di lavare i denti e pettinarli tutto prima delle
8:00.
Si farà un test alla fine e ogni genitore deve ricordare
tutte queste informazioni: compleanno, altezza, peso, taglia, numero di
scarpe, nome del pediatra, lunghezza e peso alla nascita, tempo che è
durato il parto, colore preferito di ogni bambino, cibo preferito,
canzone preferita, bevanda preferita, giocattolo preferito, la più grande
paura e quello che vogliono essere da grandi.
Tutto questo
deve essere fatto mentre si lavora a tempo pieno (preferibilmente) o
part time per contribuire al reddito familiare.
I bambini voteranno chi deve lasciare l'isola in base al suo comportamento...
L'ultimo uomo vince solo se... ha ancora abbastanza energia per fare sesso con sua moglie, durante una pausa pubblicitaria...
Se un uomo non vince, può continuare il gioco finché vince; dopo circa 18-25 anni finalmente conquista il diritto a essere chiamato "MAMMA"
Se un uomo non vince, può continuare il gioco finché vince; dopo circa 18-25 anni finalmente conquista il diritto a essere chiamato "MAMMA"
lunedì 24 settembre 2012
Di mamma in mamma
Dal libro "Di mamma in mamma" ♥
Fare la mamma è una roba difficile, per stomaci forti.
Quando sei incinta, non sei più padrona del tuo corpo: dentro di te tuo figlio pretende attenzioni, riposo, cibi sani, risate, serenità… e tu non sei tu, tu sei il tuo pancione, tu sei una pancia che cammina e che attrae gli sguardi di tutti, e le mani di tutti, e le considerazioni (stupide) di tutti: lo sai che se la pancia è bassa è un maschio? Lo sai che se mangi le cipolle il bambino piange? Lo sai che non dovresti guidare la macchina?
Poi il bambino nasce e tu non sei nemmeno più la pancia che lo conteneva: adesso sei l’attrice non protagonista, quella che nemmeno appare sulle locandine, quella di cui nessuno ricorda il nome.
E così, anche se hai ancora il sedere grande come una portaerei, entri in una stanza e diventi improvvisamente invisibile: nemmeno tua madre si ricorda di te, e finisci a far da tappezzeria in casa tua, mentre amici e parenti ti strappano il neonato dalle braccia e se lo rimpallano come un pallone da rugby.
Per fortuna c’è sempre qualcuno che sa fare la mamma meglio di te: ma lo sai che lo vesti troppo o troppo poco? Ma lo sai che il tuo latte non è buono? Ma lo sai che quando il bambino è stitico devi usare il gambo del prezzemolo?
Ma una mamma lo sa.
Una mamma sa tutto.
Una mamma sa che il legame tra lei e il suo bambino è intenso e profondo e atavico.
E’ un legame che nasce da un odore, dal contatto di pelle, da un suono.
Un legame che nasce dai tessuti, dai pori, dalle cellule… un legame desossiribonucleico.
Perchè una mamma è mamma tante volte: quando appaiono le due lineeette rosa sul test di gravidanza, quando partorisce, quando allatta, quando cambia un pannolino, quando prepara il primo brodino, quando insegna a suo figlio a ridere, a camminare, a parlare, a correre… ad essere una persona.
Una Mamma rinasce durante ogni tappa di crescita del proprio bambino.
E quando il neonato è diventato un bimbo grande, una mamma rinasce di nuovo, perchè sa che suo figlio non le appartiene, e che adesso appartiene al mondo a cui lei lo ha consegnato.
Per questo accompagni tuo figlio all’asilo trattenendo le lacrime.
Felice di riprenderti la tua vita, impaziente di riavere il tuo tempo e il tuo lavoro, ma terrorizzata al pensiero che, da oggi in poi, tuo figlio farà qualcosa senza di te, avrà una sua vita che tu non sempre conoscerai, imparerà cose che forse non condividerete.
Tu sei lì e gli stringi la mano, davanti al cancello della scuola, non per fargli forza, ma per fare coraggio a te stessa.
E certe volte, poi, senza dirlo a nessuno, tornerai a casa piangendo perchè sai che stai facendo la scelta giusta, ma senti ancora nelle orecchie il suono ostile di tante parole vuote: lo sai che un bimbo dovrebbe stare con la mamma fino a 3 anni? Lo sai che all’asilo i bambini si ammalano sempre? Perchè non lasci il bambino con tua suocera invece di portarlo al nido? Lo vedi che tuo figlio si ammala perchè tu ti ostini a mandarlo a scuola? Lo vedi, piccolo, che la mamma è cattiva perchè ti manda a scuola? Ti importa più la tua carriera di tuo figlio?
Ma tu sei una mamma, e sai che la vita è questo: dare la vita senza chiederla in cambio.
Sai che come mamma rinascerai ancora e ancora ogni giorno, ad ogni tappa, in ogni nuova conquista.
Sai che tuo figlio certi giorni piangerà in braccio alla maestra, ma sai anche che l’amore non viene annacquato dalla distanza.
Imparerai ad essere una nuova mamma, rinascerai ancora una volta in questo gioco di distacchi e incontri.
Perchè pensavi che l’asilo avrebbe cambiato la vita di tuo figlio.
E invece, poi, scopri che ha cambiato la tua.
E tu così rinasci una volta ancora, rinasci nuovamente mamma.
E' proprio così.. ma quanto è dura!!!
Fare la mamma è una roba difficile, per stomaci forti.
Quando sei incinta, non sei più padrona del tuo corpo: dentro di te tuo figlio pretende attenzioni, riposo, cibi sani, risate, serenità… e tu non sei tu, tu sei il tuo pancione, tu sei una pancia che cammina e che attrae gli sguardi di tutti, e le mani di tutti, e le considerazioni (stupide) di tutti: lo sai che se la pancia è bassa è un maschio? Lo sai che se mangi le cipolle il bambino piange? Lo sai che non dovresti guidare la macchina?
Poi il bambino nasce e tu non sei nemmeno più la pancia che lo conteneva: adesso sei l’attrice non protagonista, quella che nemmeno appare sulle locandine, quella di cui nessuno ricorda il nome.
E così, anche se hai ancora il sedere grande come una portaerei, entri in una stanza e diventi improvvisamente invisibile: nemmeno tua madre si ricorda di te, e finisci a far da tappezzeria in casa tua, mentre amici e parenti ti strappano il neonato dalle braccia e se lo rimpallano come un pallone da rugby.
Per fortuna c’è sempre qualcuno che sa fare la mamma meglio di te: ma lo sai che lo vesti troppo o troppo poco? Ma lo sai che il tuo latte non è buono? Ma lo sai che quando il bambino è stitico devi usare il gambo del prezzemolo?
Ma una mamma lo sa.
Una mamma sa tutto.
Una mamma sa che il legame tra lei e il suo bambino è intenso e profondo e atavico.
E’ un legame che nasce da un odore, dal contatto di pelle, da un suono.
Un legame che nasce dai tessuti, dai pori, dalle cellule… un legame desossiribonucleico.
Perchè una mamma è mamma tante volte: quando appaiono le due lineeette rosa sul test di gravidanza, quando partorisce, quando allatta, quando cambia un pannolino, quando prepara il primo brodino, quando insegna a suo figlio a ridere, a camminare, a parlare, a correre… ad essere una persona.
Una Mamma rinasce durante ogni tappa di crescita del proprio bambino.
E quando il neonato è diventato un bimbo grande, una mamma rinasce di nuovo, perchè sa che suo figlio non le appartiene, e che adesso appartiene al mondo a cui lei lo ha consegnato.
Per questo accompagni tuo figlio all’asilo trattenendo le lacrime.
Felice di riprenderti la tua vita, impaziente di riavere il tuo tempo e il tuo lavoro, ma terrorizzata al pensiero che, da oggi in poi, tuo figlio farà qualcosa senza di te, avrà una sua vita che tu non sempre conoscerai, imparerà cose che forse non condividerete.
Tu sei lì e gli stringi la mano, davanti al cancello della scuola, non per fargli forza, ma per fare coraggio a te stessa.
E certe volte, poi, senza dirlo a nessuno, tornerai a casa piangendo perchè sai che stai facendo la scelta giusta, ma senti ancora nelle orecchie il suono ostile di tante parole vuote: lo sai che un bimbo dovrebbe stare con la mamma fino a 3 anni? Lo sai che all’asilo i bambini si ammalano sempre? Perchè non lasci il bambino con tua suocera invece di portarlo al nido? Lo vedi che tuo figlio si ammala perchè tu ti ostini a mandarlo a scuola? Lo vedi, piccolo, che la mamma è cattiva perchè ti manda a scuola? Ti importa più la tua carriera di tuo figlio?
Ma tu sei una mamma, e sai che la vita è questo: dare la vita senza chiederla in cambio.
Sai che come mamma rinascerai ancora e ancora ogni giorno, ad ogni tappa, in ogni nuova conquista.
Sai che tuo figlio certi giorni piangerà in braccio alla maestra, ma sai anche che l’amore non viene annacquato dalla distanza.
Imparerai ad essere una nuova mamma, rinascerai ancora una volta in questo gioco di distacchi e incontri.
Perchè pensavi che l’asilo avrebbe cambiato la vita di tuo figlio.
E invece, poi, scopri che ha cambiato la tua.
E tu così rinasci una volta ancora, rinasci nuovamente mamma.
E' proprio così.. ma quanto è dura!!!
giovedì 13 settembre 2012
Odori Musica e Sapori
Nulla al mondo come gli Odori è capace di riportarti nel passato.
Una vera e propria Macchina del Tempo che si presenta inaspettatamente quanto all'improvviso e, per il tempo di un batter d'ali, ti riporta indietro nel tempo: esattamente in Quella circostanza, con Quella persona, in Quel luogo.
E solo, semplicemente grazie ad un Odore che il tuo cervello ha memorizzato, chissà perchè, proprio in quel preciso momento.
Adoro questa cosa.
Ci sono gli Odori Aspettati: l'Odore dei Parchi Disney, l'Odore di New York, l'Odore del Mare, l'Odore del Detersivo usato per le tutine da neonato: sono quegli Odori inconfondibili che sai dove trovare e che sai dove ritroverai e te li puoi godere tutti aspettandoteli e respirandoli a pieni polmoni per far sì che il ricordo non svanisca e che resti ancora, ancora e ancora lì.. in attesa della prossima volta.
Poi ci sono gli Odori Sospesi: l'Odore dei Nonni, delle loro case, l'Odore dei giocattoli di quando eri bambina, l'Odore del negozio dove si andava a comprare il necessario per la Scuola: quelli che sai di avere lì da qualche parte e che tanto vorresti ritrovare, per rivivere almeno il momento di un abbraccio, di uno sguardo, la sensazione profonda di essere amata senza dover pensare ad altro.. anche solo per un piccolo, ma immenso istante.
Lo stesso, ma, in modo diverso, fa la Musica.
Questa è meno potente: ti dà ugualmente modo di ricordare e rivivere il momento, ma lo fa meno intensamente.. anche se un po' più a lungo.
La Musica che hai ascoltato mille volte rimandando indietro la cassetta (e chiedendoti, poi, perchè il nastro si fosse rovinato proprio lì.. sulla tua canzone preferita..), la Musica che era parte del Filmino del Matrimonio, la Musica delle compilations registrate con gli Amici, la Musica degli spot pubblicitari di tanti anni fa.
Infine ci sono i Sapori.. che stanno nella via di mezzo.
Sono simili agli Odori per intensità e simili alla Musica per durata.. ma, se ne abusi, rischi di "scaricarli" e non funzionano più.
Mi spiego meglio.
Tempo fa al Supermercato ho trovato lo stesso yogurt da bere che distribuiscono le macchinette dell'ospedale dove ho partorito.
Per uno strano caso di gusti gravidici, mi era capitato, durante le ultime visite in attesa del parto di comprarmi questo yogurt e poi mai più.
Quando l'ho visto nel frigo, non ho saputo resistere e l'ho ricomprato.
Al primo assaggio mi sono ritrovata nell'atrio dell'ospedale, con il pancione e Shiro accanto a me.
Io e lui da soli.
Noi due prima.
Ed ho provato una sensazione che non credevo: oltre a rivivere il momento, ho rivissuto... come posso dire.. una condizione che avevo completamente dimenticato.
L'essere completamente inconsapevole di ciò che sarebbe stato e di ciò che non sarebbe stato più.
L'attesa, la paura, l'impazienza.
E' stato bellissimo ed un attimo dopo ero sul punto di rientrare e comprarne un altro.. ma non l'ho fatto.
Perchè la Magia non si sarebbe ripetuta ed io non volevo perderla per sempre..
Perchè, come sempre, se abusi delle cose, soprattutto di quelle belle e speciali, poi perdono di valore e si dissolvono nell'Universo delle cose comuni..
Si può solo aspettare.. e Sentire.
Una vera e propria Macchina del Tempo che si presenta inaspettatamente quanto all'improvviso e, per il tempo di un batter d'ali, ti riporta indietro nel tempo: esattamente in Quella circostanza, con Quella persona, in Quel luogo.
E solo, semplicemente grazie ad un Odore che il tuo cervello ha memorizzato, chissà perchè, proprio in quel preciso momento.
Adoro questa cosa.
Ci sono gli Odori Aspettati: l'Odore dei Parchi Disney, l'Odore di New York, l'Odore del Mare, l'Odore del Detersivo usato per le tutine da neonato: sono quegli Odori inconfondibili che sai dove trovare e che sai dove ritroverai e te li puoi godere tutti aspettandoteli e respirandoli a pieni polmoni per far sì che il ricordo non svanisca e che resti ancora, ancora e ancora lì.. in attesa della prossima volta.
Poi ci sono gli Odori Sospesi: l'Odore dei Nonni, delle loro case, l'Odore dei giocattoli di quando eri bambina, l'Odore del negozio dove si andava a comprare il necessario per la Scuola: quelli che sai di avere lì da qualche parte e che tanto vorresti ritrovare, per rivivere almeno il momento di un abbraccio, di uno sguardo, la sensazione profonda di essere amata senza dover pensare ad altro.. anche solo per un piccolo, ma immenso istante.
Lo stesso, ma, in modo diverso, fa la Musica.
Questa è meno potente: ti dà ugualmente modo di ricordare e rivivere il momento, ma lo fa meno intensamente.. anche se un po' più a lungo.
La Musica che hai ascoltato mille volte rimandando indietro la cassetta (e chiedendoti, poi, perchè il nastro si fosse rovinato proprio lì.. sulla tua canzone preferita..), la Musica che era parte del Filmino del Matrimonio, la Musica delle compilations registrate con gli Amici, la Musica degli spot pubblicitari di tanti anni fa.
Infine ci sono i Sapori.. che stanno nella via di mezzo.
Sono simili agli Odori per intensità e simili alla Musica per durata.. ma, se ne abusi, rischi di "scaricarli" e non funzionano più.
Mi spiego meglio.
Tempo fa al Supermercato ho trovato lo stesso yogurt da bere che distribuiscono le macchinette dell'ospedale dove ho partorito.
Per uno strano caso di gusti gravidici, mi era capitato, durante le ultime visite in attesa del parto di comprarmi questo yogurt e poi mai più.
Quando l'ho visto nel frigo, non ho saputo resistere e l'ho ricomprato.
Al primo assaggio mi sono ritrovata nell'atrio dell'ospedale, con il pancione e Shiro accanto a me.
Io e lui da soli.
Noi due prima.
Ed ho provato una sensazione che non credevo: oltre a rivivere il momento, ho rivissuto... come posso dire.. una condizione che avevo completamente dimenticato.
L'essere completamente inconsapevole di ciò che sarebbe stato e di ciò che non sarebbe stato più.
L'attesa, la paura, l'impazienza.
E' stato bellissimo ed un attimo dopo ero sul punto di rientrare e comprarne un altro.. ma non l'ho fatto.
Perchè la Magia non si sarebbe ripetuta ed io non volevo perderla per sempre..
Perchè, come sempre, se abusi delle cose, soprattutto di quelle belle e speciali, poi perdono di valore e si dissolvono nell'Universo delle cose comuni..
Si può solo aspettare.. e Sentire.
mercoledì 12 settembre 2012
I had a Dream
Cosa succede ai Sogni irrealizzati?
Volano anch'essi sulle Nuvole insieme ai Desideri inespressi ed alle Anime degli oggetti inanimati?
E poi? Se così fosse, cosa succede loro?
Restano lì in attesa o fuggono via perdendosi nel cielo?
Quei Sogni Impossibili che si coltivano da Bambini.. e che si lasciano andare crescendo.
Ma cosa succederebbe se uno di essi inciampasse per caso, che so, in un chicco di grandine e cadesse giù, insinuandosi dentro di te ed esplodendo all'improvviso realizzandosi in tutta la sua irrealtà?
Una irrealtà fatta di tempi e luoghi tutti sbagliati.
Perchè un Sogno è sempre un Sogno ma non può distruggerne un altro.
E allora si può rinunciare ad esso senza rimpianti.. e lasciarlo andare.. pur trattenendolo con sè.
Volano anch'essi sulle Nuvole insieme ai Desideri inespressi ed alle Anime degli oggetti inanimati?
E poi? Se così fosse, cosa succede loro?
Restano lì in attesa o fuggono via perdendosi nel cielo?
Quei Sogni Impossibili che si coltivano da Bambini.. e che si lasciano andare crescendo.
Ma cosa succederebbe se uno di essi inciampasse per caso, che so, in un chicco di grandine e cadesse giù, insinuandosi dentro di te ed esplodendo all'improvviso realizzandosi in tutta la sua irrealtà?
Una irrealtà fatta di tempi e luoghi tutti sbagliati.
Perchè un Sogno è sempre un Sogno ma non può distruggerne un altro.
E allora si può rinunciare ad esso senza rimpianti.. e lasciarlo andare.. pur trattenendolo con sè.
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