Una delle cose meravigliose dell'essere Genitori sicuramente sono "Le prime volte".
Il primo sguardo.
Il primo sorriso.
La prima parola..
Si potrebbe andare avanti all'infinito.. ma quello a cui mi riferisco in questo momento sono più che altro le prime esperienze.
Nel processo di crescita di un bimbo quasi ti abitui ai suoi progressi di ogni giorno seppure non puoi fare a meno di notare quanto in fretta avvengano e quante cose noi adulti diamo per scontate e che invece, soprattutto per loro, non lo sono affatto.. e meditando su questo non puoi che capire quanto le cose in cui hai creduto, lottato e per le quali ti sei arrabbiato in tanti anni perdano ora di significato.
Mi spiego meglio. Ho passato buona parte della vita ad avercela con i miei genitori.
Sia ben inteso: mia mamma mi ama come di più non potrebbe e mio padre.. beh, io credo che a modo suo anche lui mi ami e mi abbia amato sebbene il suo amore non mi sia mai arrivato molto chiaro..
Non mi hanno fatto mai mancare il necessario ed anche più di quello.
Certamente erano altri tempi: le possibilità erano limitate e la mentalità sicuramente più votata al risparmio che non al godersi la vita..
Mia mamma ha sempre lavorato come una pazza non risparmiandosi mai nemmeno per un minuto: faceva mille lavori, in casa non stava ferma un minuto (ancora adesso, quando viene per tenermi i bambini non riesce, nel frattempo, a non spolverare, stirare, lavare.. sebbene io le dica in continuazione di dedicarsi esclusivamente a loro.. che già ce ne vuole..)
Mio padre ha sempre lavorato "fuori" mentre in casa.. beh.. si risparmiava.
Ma non credo la colpa fosse sua, quanto della sua educazione.
Lui era il tipico "padre-padrone": la frase che mi ripeteva in continuazione era: "Fai quello che dico ma non fare quello che faccio".
Maschilista al 100% ha sempre dato tutto (e più di tutto) al figlio maschio ed io.. beh, l'ho detto, sicuramente mi amava, ma ero per lo più una palla al piede.
Doveva venirmi a prendere in palestra, accompagnarmi alle partite, a volte a scuola.. finchè non trovava un pretesto per non doverlo più fare dandone a me la colpa (cosa piuttosto semplice visto che non sono mai stata capace di stare zitta).
Lui mi puniva così: togliendomi i "favori".
Non importava se alle 10 sera, in inverno, dovevo tornare a casa da sola, a piedi.
Anzi, dovevo tornare anche in fretta.. se no si preoccupava.
(Ecco.. questa è una conseguenza che non mai capito..)
In tutto questo noi crescevamo con mia nonna "Il Sergente" e già il soprannome la dice lunga.
Ci ha tirati su come hanno tirato su lei e come lei a tirato su, a sua volta, i propri figli: con estremo rigore e senza il minimo gesto affettuoso.
Eppure me la ricordo, ancora adesso, quando ero malata, che mi faceva giocare a briscola e a ruba-mazzetto e mi scende una lacrima perchè nonostante sia stata sempre molto dura, aveva un'anima fragile: doti entrambe acquisite vivendo nelle asperità e nelle difficoltà.
Le volevo un gran bene e, crescendo, quando la abbracciavo lei cercava di ricambiare il mio abbraccio ma nonostante l'amore che provava per me, mai riusciva a sciogliersi ed abbandonarsi..
Non mi hanno mai portato al cinema, allo zoo, al Luna Park..
Eppure sono cresciuta lo stesso: mi facevano fare le vacanze estive, ho sempre fatto sport.
Dal canto mio, cercando di non dare problemi sono diventata grande.. ovviamente non senza ribellioni (farsi 11 buchi alle orecchie dopo che mio padre mi aveva contestato il 2°), non senza prendermi i miei spazi (il venerdì sera uscivo lo stesso anche se LUI il giorno dopo doveva alzarsi.. ed avevo 25 anni, non 16)
Certo.. qualche carenza affettiva ce l'ho, e spesso la riverso in modo sbagliato sui miei figli.. ma d'altronde nessuno è perfetto.
Bene.. tutto questo per dire quanti rancori potessi provare verso i miei genitori (in particolar modo verso mio padre.. se non s'era capito..) soprattutto ed oltremodo, in fase adolescenziale.
Ed ora.. che sono adulta, ma che sono, soprattutto, mamma, non riesco più a provare rancore..
Certo, la rabbia è ancora dentro, ma ora, e solo ora, mi rendo conto di quanto i miei genitori si siano persi di me.
Di loro Figlia.
Momenti che non ricorderanno.. perchè non li hanno mai vissuti.
Il mio Cucciolo Speciale ha quasi 5 anni, mentre Spruzzo di Sole quasi 2.
Non è molto tempo ma ho già un mucchio di ricordi speciali: i loro sguardi stupiti, i loro sorrisi, le grida di entusiasmo e di stupore.. di chi si affaccia alla vita per la prima volta e scopre quanto essa possa offrirgli di bello.. di quanto il Mondo sia pieno di cose ed esperienze meravigliose.
... e mi sento fortunata.. e felice come Mamma..
... ma dispiaciuta e affranta come Figlia.. ma non per me, per i miei Genitori: che non mi hanno fatto mai mancare niente, ma a loro, di me.. mancherà tutto quanto..
Mia mamma è un Angelo e, sebbene tra di noi ci siano spesso e volentieri "sconnessioni" non potrei immaginare la vita senza di lei.. che sopporta tutti i miei umori e le mie sfuriate come se niente fosse (ma ingoiando tanti rospi amari) e ripresentandosi il giorno dopo con il mio piatto preferito..
Mio Padre ora è malato: è infermo a letto. Ha perso la cognizione dei tempi, dei luoghi, delle persone. Ogni tanto ha ancora qualche piccolo sprazzo di lucidità e riconosce qualcuno. Da quando si è ammalato non mi ha mai riconosciuto.. eppure riconosce sempre il mio Cucciolo Speciale (quando è nato Spruzzo di Sole lui già era malato)
.. forse un po' del suo amore lo posso cercare.. e trovare in questo..
Oh Mila! Lacrimuccia...
RispondiEliminaQuesta tua sensibilità e questa tua consapevolezza ti rendono una madre straordinaria.
Leli grazie.. anche se mi sento terribilmente imperfetta e faccio acqua da tutte le parti.. è bello sentirselo dire..
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