lunedì 19 novembre 2012

Piume

Lo scopo di questo di questo Blog, oltre che essere una cura per il mio stomaco (come dice Shrek: "Meglio fuori che dentro!") vorrebbe essere anche (e soprattutto) quello di lasciare qualcosa di me.. in particolar modo ai miei Figli.
Ora (e solo ora purtroppo..) che sono adulta, mi rendo conto di quanto poco conosca dei miei genitori e ancor meno dei miei nonni che ho avuto la sfortuna di poter vivere pochi anni della mia Vita.
Non so cosa erano, cosa facevano, cosa provavano.
Sono i miei Genitori eppure, quando ci penso davvero, mi sembra di non conoscerli per nulla.
E non voglio che un giorno, i miei Figli, voltandosi indietro vedano in me "solo" una Mamma, ma anche una persona con la propria Vita, le proprie Emozioni, i propri Ricordi.
A tal proposito, proprio ieri mi è tornato alla mente un ricordo.. forse un po' banale ma che ha riempito la mia infanzia e non voglio che come si è potuto perdere dentro di me in questi anni, si possa perdere per sempre nel Mondo dei Ricordi Dimenticati..
Quindi, a costo di sembrare banale lo pubblico qui.. perchè RIMANGA Vivo.
E questo Ricordo parla del materasso di mia Nonna G.
Ebbene sì.
Nel periodo in cui frequentavo le Elementari, era d'abitudine, prima dell'inizio della scuola, che io passassi circa una settimana a casa di mia nonna, in un'altra città.
La città dove era nata e cresciuta e dove aveva fatto lo stesso mia Mamma.
Insieme andavamo al mercato, dalla vicina a guardare la TV la sera (lei non l'aveva) e ricordo che una volta, al negozio di generi alimentari (e non) mi aveva comprato un piccolo shampo alla fragola (se mi concentro posso ancora sentirne l'odore) che potevo usare per lavare i capelli al mio Ciccio Bello (giuro: ancora adesso odora di fragola.. quella fragola).
Mi sento un po' stupida a pensarci, eppure quel piccolo periodo mi manca.
Eppure passavo (e litigavo) con mia Nonna tutto l'anno: lei viveva con noi, a casa nostra, nella nostra città, per permettere ai miei genitori di lavorare: quando mia Mamma era in ferie, andava in ferie anche lei: prendeva la sua piccola borsa da viaggio, il pullman e tornava a casa sua.. per poi fare ritorno dopo una quindicina di giorni.
Beh, ritornando al materasso.. mia Nonna viveva in un piccolissimo appartamento in una casa vecchissima: senza ascensore, con le scale strette e le porte di casa su balconi comunicanti.
Aveva una sala da pranzo con un vecchio buffet ed un divano verde senza braccioli, un cucinino, un piccolo bagno senza il bidet (mi faceva così strano!), una vasca con lo scalino per poter stare seduti, ed una camera con un grande letto matrimoniale.
Ma le cose che mai potrò dimenticare sono la foto di mio nonno (morto in guerra) sul buffet, la lampada con corpo di dama (che ho voluto tenere per me dopo lo sgombero della casa) ed il materasso del lettone.
Era un enorme materasso di piume morbidissime: gonfio come più gonfio non si può immaginare.. e ricordo che quando andavo a letto, salivo in piedi sul bordo e poi mi buttavo nel mezzo del letto per non intaccare il gonfiore del materasso con le ginocchia e ricadere proprio al centro in modo da sprofondare con i due lati del materasso che si alzavano ai miei lati quasi ad abbracciarmi..
Erano anni, tanti anni che non ci pensavo più.. e poi, ieri, così dal nulla mi è tornato in mente non solo il materasso ma la sensazione che provavo quando era ora di dormire e potevo - letteralmente - tuffarmi in quel mare di piume che sprofondavano sotto di me (una roba da "incriccare" anche un elastico) e poi, come per magia, tornavano alte e pronte per un nuovo tuffo il mattino dopo.
E ancora mi chiedo come facesse mia nonna a rifare il letto in quel modo impeccabile, rigonfiandolo in quel modo.. ecco.. quando la rivedrò sarà una delle prime cose che dovrò ricordarmi di chiederle.. e per le quali dovrò esserle grata <3

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