venerdì 30 novembre 2012

Luce Blu

Mancano 23 giorni a Natale..
Sì, oggi è il 30 Novembre ma per me mancano 23 giorni a Natale perchè, per me, il vero Natale è La Vigilia: il 24 Dicembre.
Adoro la Vigilia di Natale per svariati motivi.
La prima ragione è che il 24 Dicembre è stato il giorno in cui Shiro ed io abbiamo cominciato il nostro cammino insieme.. in cima ad una collina a picco sul mare.. abbiamo deciso di stare insiemepersempre..
Poi, il giorno della Vigilia i negozi sono aperti ed illuminati, tutti corrono al massimo in una vita già frenetica ed accentuata dalle Feste.. ma lo fanno col sorriso..
Si sentono le canzoni, gli alberi risplendono, le luci luccicano di mille colori.
Mentre il giorno di Natale è già tutto spento.. finito.
Altra ragione è che quando ero piccola, la Vigilia di Natale venivano a casa nostra mia zia con i miei cugini e la sera, anzichè mangiare in cucina, mangiavamo tutti insieme in sala, con l'albero di Natale.. non credo di ricordare un solo Natale della mia infanzia.. ma di Vigilie ne ricordo qualcuna..
E poi, quand'ero ragazzina, in Famiglia, avevamo preso l'abitudine di scartare i regali la sera della Vigilia.
I soldi non erano molti ma avevamo tantissimi regali: seri (ossia cose comprate) ne avevamo pochipochi ma avevamo preso l'abitudine di regalarci cose "assurde" tipo: il calendario dell'anno precedente, una maglia che possedevamo già, un tubetto di dentifricio (per la nonna senza denti) e ridevamo.. ridevamo tanto.. Non mi sembra neanche possibile che potesse essere la mia Famiglia.. eppure a Natale accadeva.. anzi, accadeva la Vigilia di Natale..
E da quando ho la mia FamigliaSpeciale.. la Vigilia di Natale prepariamo i biscotti tutti insieme per Babbo Natale e poi facciamo, la nostra gita.. in uno di quei posti per turisti sempre affollati ma che il 24 Dicembre diventa quasi tutto per noi.. ed è stupendo perchè tutto diventa la NOSTRA dimensione..
Tutto diventa NOI..
A Natale puoi.. la Vigilia di Natale puoi..

venerdì 23 novembre 2012

Attesa

Che strana che è "l'Attesa"..
Può essere un potentissimo afrodisiaco: aspettare un incontro, una stretta di mano, un bacio..
Può essere eccitazione allo stato puro: aspettare un viaggio, una sorpresa, un pacco..
Può essere gioia e trepidazione: aspettare il Natale, una festa, un compleanno..
Può essere un misto di paura e impazienza: aspettare una nascita, un matrimonio..
.. e può essere ansia e fastidio: aspettare un'operazione.. l'operazione di tuo Figlio.
Niente di grave o complesso.. ma  lo addormenteranno ed io non potrò fare NIENTE.
Non potrò essere con lui, non potrò curarlo, non potrò tenergli la mano.
Potrò solo aspettare dietro una porta.
Dovrebbe essere una cosa veloce di routine: ma dall'attimo in cui sparirà dietro quella porta, per me i secondi diventeranno minuti, e i minuti diventeranno ore.
Va fatto e lo faremo..
Ma sinceramente proprio non so come farò a superare quell'attesa.
L'Attesa più brutta di tutte: quella che dilata il tempo.. quella in cui NON SAI e NON PUOI..
Non riesco neanche a pensarci.., vorrei solo che fosse già il giorno dopo..

lunedì 19 novembre 2012

Piume

Lo scopo di questo di questo Blog, oltre che essere una cura per il mio stomaco (come dice Shrek: "Meglio fuori che dentro!") vorrebbe essere anche (e soprattutto) quello di lasciare qualcosa di me.. in particolar modo ai miei Figli.
Ora (e solo ora purtroppo..) che sono adulta, mi rendo conto di quanto poco conosca dei miei genitori e ancor meno dei miei nonni che ho avuto la sfortuna di poter vivere pochi anni della mia Vita.
Non so cosa erano, cosa facevano, cosa provavano.
Sono i miei Genitori eppure, quando ci penso davvero, mi sembra di non conoscerli per nulla.
E non voglio che un giorno, i miei Figli, voltandosi indietro vedano in me "solo" una Mamma, ma anche una persona con la propria Vita, le proprie Emozioni, i propri Ricordi.
A tal proposito, proprio ieri mi è tornato alla mente un ricordo.. forse un po' banale ma che ha riempito la mia infanzia e non voglio che come si è potuto perdere dentro di me in questi anni, si possa perdere per sempre nel Mondo dei Ricordi Dimenticati..
Quindi, a costo di sembrare banale lo pubblico qui.. perchè RIMANGA Vivo.
E questo Ricordo parla del materasso di mia Nonna G.
Ebbene sì.
Nel periodo in cui frequentavo le Elementari, era d'abitudine, prima dell'inizio della scuola, che io passassi circa una settimana a casa di mia nonna, in un'altra città.
La città dove era nata e cresciuta e dove aveva fatto lo stesso mia Mamma.
Insieme andavamo al mercato, dalla vicina a guardare la TV la sera (lei non l'aveva) e ricordo che una volta, al negozio di generi alimentari (e non) mi aveva comprato un piccolo shampo alla fragola (se mi concentro posso ancora sentirne l'odore) che potevo usare per lavare i capelli al mio Ciccio Bello (giuro: ancora adesso odora di fragola.. quella fragola).
Mi sento un po' stupida a pensarci, eppure quel piccolo periodo mi manca.
Eppure passavo (e litigavo) con mia Nonna tutto l'anno: lei viveva con noi, a casa nostra, nella nostra città, per permettere ai miei genitori di lavorare: quando mia Mamma era in ferie, andava in ferie anche lei: prendeva la sua piccola borsa da viaggio, il pullman e tornava a casa sua.. per poi fare ritorno dopo una quindicina di giorni.
Beh, ritornando al materasso.. mia Nonna viveva in un piccolissimo appartamento in una casa vecchissima: senza ascensore, con le scale strette e le porte di casa su balconi comunicanti.
Aveva una sala da pranzo con un vecchio buffet ed un divano verde senza braccioli, un cucinino, un piccolo bagno senza il bidet (mi faceva così strano!), una vasca con lo scalino per poter stare seduti, ed una camera con un grande letto matrimoniale.
Ma le cose che mai potrò dimenticare sono la foto di mio nonno (morto in guerra) sul buffet, la lampada con corpo di dama (che ho voluto tenere per me dopo lo sgombero della casa) ed il materasso del lettone.
Era un enorme materasso di piume morbidissime: gonfio come più gonfio non si può immaginare.. e ricordo che quando andavo a letto, salivo in piedi sul bordo e poi mi buttavo nel mezzo del letto per non intaccare il gonfiore del materasso con le ginocchia e ricadere proprio al centro in modo da sprofondare con i due lati del materasso che si alzavano ai miei lati quasi ad abbracciarmi..
Erano anni, tanti anni che non ci pensavo più.. e poi, ieri, così dal nulla mi è tornato in mente non solo il materasso ma la sensazione che provavo quando era ora di dormire e potevo - letteralmente - tuffarmi in quel mare di piume che sprofondavano sotto di me (una roba da "incriccare" anche un elastico) e poi, come per magia, tornavano alte e pronte per un nuovo tuffo il mattino dopo.
E ancora mi chiedo come facesse mia nonna a rifare il letto in quel modo impeccabile, rigonfiandolo in quel modo.. ecco.. quando la rivedrò sarà una delle prime cose che dovrò ricordarmi di chiederle.. e per le quali dovrò esserle grata <3

giovedì 8 novembre 2012

Formule Magiche

Sono parole semplici.. buttate lì..
Sembrano come tutte le altre ma se provengono dalle persone giuste, e se sono dette nel modo e nel momento giusto.. si trasformano in Formule Magiche.
E la magia accade quando meno te lo aspetti..

Quando la Maestra d'Asilo sorride pronunciando il nome dei tuoi Figli e ti dice che Cucciolo Speciale è un leader (sì.. proprio lui!) e che Spruzzo di Sole è troppo simpatico.
Quando l'Istruttrice ti ferma per dirti quanto è bravo tuo Figlio.
Quando la persona che aiuta tuo Figlio ti dice: "Il problema è destinato a scomparire".
Sembrano tutte parole comuni e invece sono tutte Formule Magiche.
Perchè creano speranze, felicità e ti ricoprono di milioni di scintille.. che solo tu puoi vedere.. ma la Magia è proprio questa..

Ma quella che detiene più potere di tutti i maghi, di tutte le fate, di tutti gli stregoni, di tutte le fattucchiere, di tutti i genii delle lampade.. è "Mamma ti voglio bene": nessun'altra frase, parola, formula al Mondo potrà mai scatenare una forza più grande di questa.

mercoledì 7 novembre 2012

PerSempreAmore

Di recente una mia carissima Amica ha perso una persona cara e ancora non riesce a farsene una ragione.
La capisco e so che quando accade c'è poco e niente che può farti sentire meglio..
Ma oggi ho trovato questo brano e vorrei tanto che lei lo leggesse.
Magari non cambierà il suo stato d'animo, ma spero la aiuti a sentirsi stretta in un abbraccio.

"La morte non è niente.
Sono solamente passato dall'altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi ha sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza.
Perchè dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perchè sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace."

Raimondo Vianello - Lettera di un amore
[Henry Scott Holland]

L. tvb <3

martedì 6 novembre 2012

Sfoghi

A volte guardo gli altri genitori e mi chiedo se si rendano conto di quanto sia fortunata la loro normalità.
A volte penso a cosa possano pensare gli altri genitori di me quando mi vedono con le lacrime agli occhi nel vedere mio Figlio fare cose, per loro, assolutamente comuni.
A volte provo rabbia nei confronti di chi mi chiede scherzando se preferivo mio Figlio prima.
A volte mi sento sola.
Perchè è difficile convivere con un "problema" che nessuno conosce e quando cerchi di spiegarlo c'è chi ti guarda strano (Ma di cosa sta parlando?), c'è chi ti guarda con compassione (Oddio ma cos'è questa roba?) e c'è anche chi ha paura che possa capitare a suo figlio ("Ma come ve ne siete accorti?") e spesso ti ritrovi a dover essere tu a consolare e rassicurare gli altri.
Perchè per gli altri è sempre (e giustamente) un TUO problema e sostanzialmente non gliene importa un fico secco di quello che stai vivendo tu.
Perchè se tuo Figlio ha un problema, TU hai un problema elevato all'ennesima potenza.
E le persone fanno fatica a capire che se ti capita di rispondere male magari non è perchè sei  maleducato..
Non capiscono che se ti batti per qualcosa, qualunque cosa che agli occhi degli altri possa anche sembrare una scemenza, per te magari non lo è.. semplicemente perchè hai bisogno di combattere e constatare che è possibile ottenere qualcosa.
Non capiscono che puoi piangere di gioia e ridere per il nervosismo.
Non capiscono cosa provi perchè, semplicemente, non lo sanno.
Nella loro meravigliosa quotidianità non sanno quanto possa essere faticoso convivere ogni giorno con qualcosa che vorresti scivolasse via per sempre.
Perchè non riguarda te.. ma tuo Figlio.
Ed è per questo che è mille, milioni di miliardi di volte più dura.