martedì 6 marzo 2012

Il volo... oltre la rete

Ecco, ci siamo arrivati.
Forse avrei dovuto cominciare da questo post.. ma sull'argomento tendo sempre a rimandare.. a (far finta di) dimenticare.. insomma, non mi piace parlarne.
Ma proprio per questo motivo devo farlo.
Ho imparato (a spese della mia salute..) che tutto ciò che rimane dentro fa male, sta lì in agguato finchè qualcosa o qualcuno lo fa uscire quando meno te lo aspetti.. e il problema è che non sai nè come, nè da che parte uscirà..
Quindi, come dice Shrek: "Meglio fuori che dentro!"

Allora.. Pallavolo.
La Pallavolo è stata il mio primo vero amore.
Di quelli per i quali rinunci a tutto: amici, fidanzati, feste.. ma lo fai perchè lo vuoi e perchè ti fa stare bene.
Detto così può sembrare strano, ma quando ti alleni 3/4 volte alla settimana ed il week-end hai sempre la partita, il resto del tempo lo impieghi a studiare (fortunatamente riuscivo a cavarmela a scuola senza dover passare moltissimo tempo sui libri) e per il resto.. beh rimane poco, pochissimo tempo.
Quindi poche feste, discoteche.. e fidanzati.
Del resto, a nessuno piace sentirsi dire: "Tu mi piaci ma la pallavolo viene prima".
Eppure io ero Felice.. DAVVERO FELICE.
Felice perchè la Pallavolo mi faceva sentire VIVA.
Non ero certo un fenomeno, ma io, che mi sentivo così "piccola" e insicura nella vita di ogni giorno, quando ero in palestra, con un pallone in mano mi sentivo la stella più brillante del firmamento.
Penso che lo Sport sia l'essenza della Vita: devi impegnarti, soffrire e non mollare per ottenere dei risultati.. e mentre lo fai provi tutti le emozioni del mondo: dolore, gioia, entusiasmo, tristezza, rabbia..
Vivevo per andare in palestra.
Era il mio sogno.. era ciò che mi permetteva di volare.. seppure io, di ali, non fossi dotata.
Poi, un giorno queste ali si sono spezzate: mi sono fatta male.. giocando.
Mentre mia sorella e mio cognato mi portavano al PS sapevo perfettamente cosa stava accadendo.. perchè lo avevo visto su altre giocatrici, prima di me.
Mi hanno operato una prima volta: era dicembre.
Mi hanno detto che senza una seconda operazione non avrei potuto giocare, ma essendo io una "giocatrice non professionista" non potevo essere operata subito.
Ricordo quel periodo come uno dei più bui..
Ricordo che piangevo spesso, troppo spesso.
Ricordo che in ospedale correvo avanti e indietro per i corridoi spingendomi con la sedia a rotelle..
Ricordo il mio allenatore e le mie compagne di squadra che mi venivano a trovare ogni giorno portandomi un pensiero e tanta fiducia.
Ricordo di aver convinto il mio allenatore a tenermi in palestra anche se non potevo allenarmi.. faceva male vedere le altre, ma faceva molto più male stare a casa.
Sono riuscita (grazie ad amici di amici.. di amici.. di amici..) ad essere operata a luglio.
Durante l'operazione hanno commesso un errore: mi hanno detto che non avrei potuto giocare più.
A settembre ero in palestra a fare preparazione fisica.
Ora che sono mamma ripenso alle cose che mi diceva la mia.. a quanto deve aver serrato i denti per riuscire a non legarmi al divano..
Ripenso a quanto, di questa cocciutaggine, rivedo nei miei Figli e a quanto questo mi spaventi..
A fine maggio la mia squadra vinse il Campionato.
Fu una delle mie vittorie più grandi.. più sofferte.. più agogniate.
Ma l'anno dopo, durante una partita, ho avuto un altro incidente.
Non volevo andare al PS perchè sapevo ESATTAMENTE cosa mi avrebbero detto e a cosa dovevo andare incontro.
Di nuovo.
Sono stata operata qualche mese più tardi.
Mi è stato detto che se avessi avuto altri incidenti potevo rischiare seri problemi anche nei movimenti più semplici e basilari.
Così ho smesso.. mio malgrado.
Ho appeso le ginocchiere al chiodo, ho tolto tutte le foto dalla mia camera ed ho ricominciato.. a fare qualcos'altro.
Ancora adesso, dopo tanti anni, c'è ancora qualcuno che mi chiama per sapere se torno a giocare..
E se questo mi fa piacere da un lato, dall'altro riapre una ferita che è rimasta scoperta.
La Pallavolo era e rimarrà sempre una parte di me.. d'altronde, se non fosse per la Pallavolo ora non avrei questo marito, questa sorella, questo lavoro.. questa Famiglia.
E a tutti quelli che mi dicevano "E' solo uno Sport" e rispondevo "No, è la mia Vita" ora potrei dire che comunque ne è valsa la pena e che se tornassi indietro rifarei tutto.. perchè ciò che ti fa sentire VIVO non può essere sbagliato.. mai.

Ora sto bene.. cerco comunque di fare sport (quello che riesco) e credo anche di essermene fatta una ragione.. anche se mi manca.. tanto.. ed il rammarico di non aver potuto vivere la Pallavolo con Shiro ancora c'è.. (ci siamo incontrati poco prima del mio secondo incidente).

Un Grazie di cuore ed ancora un abbraccio a F. e a tutte le mie compagne F. A. C. ed S. che seppure conoscessi da pochissimo tempo hanno saputo stringermi come se fossimo Amiche da sempre.
... e un bacio speciale a mia sorella.. che nei momenti difficili mi è sempre accanto.

Ieri, Oggi e Sempre... ATTACK!!!!!!!!!!!!!!!!

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