lunedì 21 gennaio 2013

... Speranza

Trovata su Internet:

Un uomo aveva 4 figli. 
Voleva imparassero a non giudicare le cose troppo velocemente.
Così li mandò uno alla volta ad osservare un albero molto distante da casa.
Il più grande andò in inverno, il secondo in primavera, il terzo in in estate, il più giovane in autunno.

Quando tutti furono tornati, il padre chiese loro cosa avessero visto.
Il grande disse che l'albero era brutto, spoglio e ricurvo.
Il secondo disse che l'albero era pieno di gemme e promesse di vita.
Il terzo non era d'accordo: l'albero era pieno di fiori, profumato e bellissimo; era la cosa più bella che avesse mai visto.
Il più piccolo aveva un'opinione ancora diversa: l'albero era carico di frutti e pieno di vita e realizzazione.

L'uomo spiegò ai suoi figli che tutti avevano ragione: infatti avevano osservato solo una stagione della vita dell'albero.
Disse loro di non giudicare un albero o una persona solo in una stagione, e che l'essenza di ciò che una persona è: la gioia, l'amore, la realizzazione che viene dalla vita, possono essere misurate solo alla fine, quando tutte le stagioni sono complete.
Se ti arrendi quando è inverno perderai la speranza che regala la primavera.. la bellezza della tua estate.. la realizzazione del tuo autunno!
Morale: Non lasciare che il dolore di una stagione distrugga la gioia di ciò che verrà dopo.

Non giudicare la tua vita in una stagione difficile.
Persevera nelle difficoltà.. il meglio deve ancora venire!

Beh.. dopo l'operazione di Cucciolo Speciale, la caduta di mia mamma con 4 costole rotte, la corsa al PS per laringospasmo di Spruzzo di Sole.. ci spero davvero!
:-) 

lunedì 14 gennaio 2013

Felicità

Non so cosa ci fosse nell'Anestesia con la quale hanno addormentato Cucciolo Speciale ma.. fatto sta che è diventato davvero tanto, tanto affettuoso.
Devo dire che lo è sempre stato: mi riempie di baci, mi abbraccia e mi dice spesso che Mi Vuole Bene <3
Ma l'altra sera, quando siamo tornati dall'ospedale e mentre ci cambiavamo, si è fermato, e guardandomi negli occhi mi ha detto: "Io non voglio avere per Mamma una di quelle Mamme che hanno i miei amici.. io voglio che la mia Mamma sia solo tu".
Alchè (già con i lacrimosi appesi) gli ho risposto che non dovrà mai preoccuparsi per questo perchè lui è stato dentro la mia pancia, è nato da me e siamo ognuno una parte dell'altro.. pertanto indivisibili (come dice sempre Shiro: esprimo concetti sempre giusti ma spiegati in modo incomprensibile.. almeno per un bambino di 5 anni..)
Così che mi ha risposto: "Io quand'ero nella tua pancia ho chiesto che la mia Mamma fossi proprio tu".
Gli ho detto che ero tanto felice che lo avesse fatto perchè anch'io ho chiesto che arrivasse proprio lui..
Ha concluso dicendo: "Sono proprio contento che la mia Mamma sia tu".
Ecco.
Non potevo e non posso chiedere nient'altro.
Sono Felice.
E non importa la fatica, le difficoltà, la stanchezza, la rabbia.. non importa più niente.
Questo.. e solo questo importa.

Quando ho chiesto a Spruzzo di Sole se fosse anche lui felice che io fossi la sua Mamma mi ha risposto: "Voio Bitta"
... che nel suo linguaggio significa "Ho sete, mi dai il mio Biberon?"
... come si fa a non mangiarselo???

venerdì 11 gennaio 2013

Tempo Sospeso

Eccomi.
Ora posso ricominciare a vivere.. e a scrivere..
Cucciolo Speciale è stato operato ed io sono rimasta in un Tempo Sospeso.
Niente di chè.. una cosa banalissima e di routine, ma per me è stato come fare un salto nel vuoto senza paracadute.
Il fatto di saperlo addormentato con un tubo in gola mi metteva la pelle d'oca al solo pensiero.. ed il fatto di non poter essere lì con lui.. mi uccideva.
Letteralmente.
Aggiungiamoci poi che ci hanno rimandato l'operazione 2 volte, di cui una mentre eravamo già sulla porta della sala operatoria.
Tutto ciò non ha fatto bene ai miei nervi.
Ma alla fine ce l'abbiamo fatta.. ed è andato tutto bene.
Ci hanno chiamato per avvertirci con due giorni d'anticipo.. ed anche se è stata un po' una "botta" sicuramente è stato meglio che non dover aspettare (come era successo per le date in precedenza) settimane con l'ansia della data che si avvicinava.
Così.. o eravamo pronti o lo diventavamo.
E lo siamo diventati visto che lui, quando ci hanno chiamati, era ancora sotto antibiotico.. e da lì l'ansia che ci potessero rimandare.. ANCORA.
Ed il rischio c'è stato perchè, oltre all'antibiotico aveva preso anche degli anti-infiammatori.
Ma sì.. alla fine ce l'abbiamo fatta.
Ma è stata dura..
E' stata dura prepararlo per renderglielo "bello".
E' stata dura preparare la borsa con eventuali cambi nel caso si fosse sporcato durante o dopo l'operazione.
E' stata dura lasciare Spruzzo di Sole ancora addormentato per uscire prima dell'alba, non sapendo quando lo avremmo rivisto.
E stata dura sorridere e giocare in sala giochi mentre aspettavamo il nostro turno.
E' stata dura indossare il camice e gli indumenti sterili per accompagnarlo in sala pre-operatoria.
E' stata dura vederlo sotto l'effetto della pre-anestesia in cui sembrava drogato e rideva.. e straparlava con le allucinazioni.
E' stata dura vederlo comportarsi come mio papà.
E' stata dura USCIRE e vederlo portare via su un lettino verde.
E' stata durissima aspettare un tempo come sospeso.. che non passava mai.
E' stata dura vederlo uscire addormentato con il viso segnato dalla mascherina.
E' stata dura vederlo faticare a respirare non sapendo cosa fare.
E' stata dura piangere.. ma sorridere a lui.
In queste situazioni poi vedi sempre che c'è chi sta peggio e questo dovrebbe aiutarti a farti stare meglio.. ma perchè??
Perchè dovrei sentirmi meglio vedendo bambini che soffrono più del mio?
A me serve solo a farmi stare ancora peggio.
Sarò fatta male.
E poi.. c'è sempre anche qualcosa di positivo..
Vederlo svegliarsi e sentirgli chiedere: "Mamma dov'è la sorpresa?"
Sentirgli rispondere "Bene" alla domanda "Come stai?"
Le infermiere gentili che ti stanno vicino e, capendo il tuo turbamento, pur vedendolo ogni giorno, ti sorridono e ti rivolgono parole e sguardi rassicuranti.
I medici con i loro modi autorevoli ma scherzosi che stemperano la tensione.
Gli altri genitori che vedi per la prima volta, ma con i quali parli e ti racconti come se li conoscessi da sempre.
Shiro che, è potuto restare con noi tutto il tempo.
E.. uscire.. per tornare a casa: mettersi i propri abiti e rientrare nelle propria rassicurante quotidianità.
... Insomma.. è andata..
Eppure sono ancora dentro il mio Tempo Sospeso.. immagino ci vorrà un po' per uscirne..
... Ma almeno posso riprendere a vivere.. e a respirare..

lunedì 24 dicembre 2012

So this is Christmas

Oggi è la Vigilia di Natale..
Volevo AUGURARE  a tutti Voi che mi seguite UN MERAVIGLIOSO NATALE.
Che possiate trovare sotto l'albero tutti i doni che desiderate, ma che possiate ancor più trovare, attorno all'Albero le persone che amate e con le quali dividete la vostra Vita..

Stelle lucenti, splendenti e argentate
portate dal cielo milioni di fate
che rechino Gioia, Pace e Armonia
al vostro Natale.. ovunque esso sia.
Stelle marine brillanti e dorate
portate dal mare sirene incantate
che rechino Amore, Amicizia e Valore
nel Nuovo Anno.. a tutte le ore!

venerdì 30 novembre 2012

Luce Blu

Mancano 23 giorni a Natale..
Sì, oggi è il 30 Novembre ma per me mancano 23 giorni a Natale perchè, per me, il vero Natale è La Vigilia: il 24 Dicembre.
Adoro la Vigilia di Natale per svariati motivi.
La prima ragione è che il 24 Dicembre è stato il giorno in cui Shiro ed io abbiamo cominciato il nostro cammino insieme.. in cima ad una collina a picco sul mare.. abbiamo deciso di stare insiemepersempre..
Poi, il giorno della Vigilia i negozi sono aperti ed illuminati, tutti corrono al massimo in una vita già frenetica ed accentuata dalle Feste.. ma lo fanno col sorriso..
Si sentono le canzoni, gli alberi risplendono, le luci luccicano di mille colori.
Mentre il giorno di Natale è già tutto spento.. finito.
Altra ragione è che quando ero piccola, la Vigilia di Natale venivano a casa nostra mia zia con i miei cugini e la sera, anzichè mangiare in cucina, mangiavamo tutti insieme in sala, con l'albero di Natale.. non credo di ricordare un solo Natale della mia infanzia.. ma di Vigilie ne ricordo qualcuna..
E poi, quand'ero ragazzina, in Famiglia, avevamo preso l'abitudine di scartare i regali la sera della Vigilia.
I soldi non erano molti ma avevamo tantissimi regali: seri (ossia cose comprate) ne avevamo pochipochi ma avevamo preso l'abitudine di regalarci cose "assurde" tipo: il calendario dell'anno precedente, una maglia che possedevamo già, un tubetto di dentifricio (per la nonna senza denti) e ridevamo.. ridevamo tanto.. Non mi sembra neanche possibile che potesse essere la mia Famiglia.. eppure a Natale accadeva.. anzi, accadeva la Vigilia di Natale..
E da quando ho la mia FamigliaSpeciale.. la Vigilia di Natale prepariamo i biscotti tutti insieme per Babbo Natale e poi facciamo, la nostra gita.. in uno di quei posti per turisti sempre affollati ma che il 24 Dicembre diventa quasi tutto per noi.. ed è stupendo perchè tutto diventa la NOSTRA dimensione..
Tutto diventa NOI..
A Natale puoi.. la Vigilia di Natale puoi..

venerdì 23 novembre 2012

Attesa

Che strana che è "l'Attesa"..
Può essere un potentissimo afrodisiaco: aspettare un incontro, una stretta di mano, un bacio..
Può essere eccitazione allo stato puro: aspettare un viaggio, una sorpresa, un pacco..
Può essere gioia e trepidazione: aspettare il Natale, una festa, un compleanno..
Può essere un misto di paura e impazienza: aspettare una nascita, un matrimonio..
.. e può essere ansia e fastidio: aspettare un'operazione.. l'operazione di tuo Figlio.
Niente di grave o complesso.. ma  lo addormenteranno ed io non potrò fare NIENTE.
Non potrò essere con lui, non potrò curarlo, non potrò tenergli la mano.
Potrò solo aspettare dietro una porta.
Dovrebbe essere una cosa veloce di routine: ma dall'attimo in cui sparirà dietro quella porta, per me i secondi diventeranno minuti, e i minuti diventeranno ore.
Va fatto e lo faremo..
Ma sinceramente proprio non so come farò a superare quell'attesa.
L'Attesa più brutta di tutte: quella che dilata il tempo.. quella in cui NON SAI e NON PUOI..
Non riesco neanche a pensarci.., vorrei solo che fosse già il giorno dopo..

lunedì 19 novembre 2012

Piume

Lo scopo di questo di questo Blog, oltre che essere una cura per il mio stomaco (come dice Shrek: "Meglio fuori che dentro!") vorrebbe essere anche (e soprattutto) quello di lasciare qualcosa di me.. in particolar modo ai miei Figli.
Ora (e solo ora purtroppo..) che sono adulta, mi rendo conto di quanto poco conosca dei miei genitori e ancor meno dei miei nonni che ho avuto la sfortuna di poter vivere pochi anni della mia Vita.
Non so cosa erano, cosa facevano, cosa provavano.
Sono i miei Genitori eppure, quando ci penso davvero, mi sembra di non conoscerli per nulla.
E non voglio che un giorno, i miei Figli, voltandosi indietro vedano in me "solo" una Mamma, ma anche una persona con la propria Vita, le proprie Emozioni, i propri Ricordi.
A tal proposito, proprio ieri mi è tornato alla mente un ricordo.. forse un po' banale ma che ha riempito la mia infanzia e non voglio che come si è potuto perdere dentro di me in questi anni, si possa perdere per sempre nel Mondo dei Ricordi Dimenticati..
Quindi, a costo di sembrare banale lo pubblico qui.. perchè RIMANGA Vivo.
E questo Ricordo parla del materasso di mia Nonna G.
Ebbene sì.
Nel periodo in cui frequentavo le Elementari, era d'abitudine, prima dell'inizio della scuola, che io passassi circa una settimana a casa di mia nonna, in un'altra città.
La città dove era nata e cresciuta e dove aveva fatto lo stesso mia Mamma.
Insieme andavamo al mercato, dalla vicina a guardare la TV la sera (lei non l'aveva) e ricordo che una volta, al negozio di generi alimentari (e non) mi aveva comprato un piccolo shampo alla fragola (se mi concentro posso ancora sentirne l'odore) che potevo usare per lavare i capelli al mio Ciccio Bello (giuro: ancora adesso odora di fragola.. quella fragola).
Mi sento un po' stupida a pensarci, eppure quel piccolo periodo mi manca.
Eppure passavo (e litigavo) con mia Nonna tutto l'anno: lei viveva con noi, a casa nostra, nella nostra città, per permettere ai miei genitori di lavorare: quando mia Mamma era in ferie, andava in ferie anche lei: prendeva la sua piccola borsa da viaggio, il pullman e tornava a casa sua.. per poi fare ritorno dopo una quindicina di giorni.
Beh, ritornando al materasso.. mia Nonna viveva in un piccolissimo appartamento in una casa vecchissima: senza ascensore, con le scale strette e le porte di casa su balconi comunicanti.
Aveva una sala da pranzo con un vecchio buffet ed un divano verde senza braccioli, un cucinino, un piccolo bagno senza il bidet (mi faceva così strano!), una vasca con lo scalino per poter stare seduti, ed una camera con un grande letto matrimoniale.
Ma le cose che mai potrò dimenticare sono la foto di mio nonno (morto in guerra) sul buffet, la lampada con corpo di dama (che ho voluto tenere per me dopo lo sgombero della casa) ed il materasso del lettone.
Era un enorme materasso di piume morbidissime: gonfio come più gonfio non si può immaginare.. e ricordo che quando andavo a letto, salivo in piedi sul bordo e poi mi buttavo nel mezzo del letto per non intaccare il gonfiore del materasso con le ginocchia e ricadere proprio al centro in modo da sprofondare con i due lati del materasso che si alzavano ai miei lati quasi ad abbracciarmi..
Erano anni, tanti anni che non ci pensavo più.. e poi, ieri, così dal nulla mi è tornato in mente non solo il materasso ma la sensazione che provavo quando era ora di dormire e potevo - letteralmente - tuffarmi in quel mare di piume che sprofondavano sotto di me (una roba da "incriccare" anche un elastico) e poi, come per magia, tornavano alte e pronte per un nuovo tuffo il mattino dopo.
E ancora mi chiedo come facesse mia nonna a rifare il letto in quel modo impeccabile, rigonfiandolo in quel modo.. ecco.. quando la rivedrò sarà una delle prime cose che dovrò ricordarmi di chiederle.. e per le quali dovrò esserle grata <3